Orzo perlato, decorticato e integrale

L’orzo…uno dei cereali in chicco riscoperti! Ma andiamo per gradi…

È integrale o meno?

Dipende dai gradi di raffinazione. L’orzo che comunemente si usa è quello perlato, ovvero quello più raffinato, al quale sono stati tolti tutti i tegumenti e il germe. Ciò rende il chicco più veloce nella cottura e non richiede ammollo a scapito di fibra e sali minerali che vengono persi con la raffinazione.

Esiste anche l’orzo decorticato  al quale viene tolto solo il tegumento più esterno ma mantiene il germe. È una via di mezzo tra quello perlato e quello integrale, i tempi di ammollo sono ridotti rispetto a quello integrale e, a parte un po’ di fibra in meno, il resto rimane integro.

Ed infine l’orzo integrale ovvero il chicco è integro di tutti i suoi tegumenti, non è raffinato e mantiene tutta la sua fibra e sostanze nutritive. Ovviamente necessita di lunghi tempi di ammollo e tempi di cottura maggiori.

Quale scegliere?

In termini salutistici è da preferire quello integrale o semi-integrale come quello decorticato, per il maggior contenuto di fibra, per il mantenimento di una glicemia più stabile, per l’apporto di vitamine e sali minerali.

Purtroppo non tutti riescono a tollerare l’integrale. Chi soffre di gastrite o di reflusso gastroesofageo o digestione lenta o gonfiore dovrebbe preferire quello perlato in quanto più digeribile.

Bio o no?

Se si parla di orzo integrale è meglio preferirlo bio in quanto i tegumenti esterni trattengono i diserbanti utilizzati nell’agricoltura convenzionale.

Contiene glutine?

Si, l’orzo contiene glutine e non è adatto ai celiaci o a soggetti con sensibilità al glutine non celiaca.

Come cucinarlo?

È ottimo nelle minestre ma anche a mo’ di risotto, ovvero ad orzotto come l’ho fatto io nella ricetta che pubblicherò a breve! 😉

 

Seguimi su Facebook sulla mia pagina Life is Food – Dott.ssa Sara Nanì per non perdere nessun nuovo articolo!

 

Lascia un commento