Variazioni della composizione corporea in dimagrimento con bioimpedenziometria (BIA)

Cos’è la bioimpedenziometria?

La bioimpedenziometria (BIA) è una tecnica indiretta non invasiva e veloce per valutare la composizione corporea.
Il principio di base sfrutta la diversa capacità dei tessuti di condurre energia elettrica e quindi di farsi attraversare da essa.
Per i dettagli tecnici vi rimando qui.

Bioimpedenziometria e dimagrimento

Durante un dimagrimento è fondamentale monitorare la perdita di massa grassa e la preservazione della massa magra.
E come si fa? La bilancia dà di volta in volta un numero che indica il peso corporeo totale. Se c’è stata una perdita di peso non sappiamo però se abbiamo perso massa grassa, acqua o massa muscolare.

Se la perdita di peso è stata a carico dell’acqua può essere un fattore positivo come no, dipende dal punto di partenza del soggetto. Se il soggetto aveva tanta ritenzione di liquidi e al controllo si vede la riduzione dell’acqua, è una nota positiva, se il soggetto partiva invece da una condizione d’idratazione normale, allora si è verificata una disidratazione.

Se la perdita di peso è a carico della BCM ovvero della massa cellulare attiva metabolicamente di cui fa parte la massa muscolare, allora la composizione corporea è peggiorata portando ad un peggioramento dello stato nutrizionale.

Se la perdita di peso è a carico della massa grassa, allora ci sarà stato un vero e proprio dimagrimento ovvero diminuzione della massa grassa.

Ma come si fa a capire che cosa abbiamo perso dal peso? É qui che ci viene in aiuto la bioimpedenziometria.
Il soggetto viene valutato all’inizio del percorso dietetico e via via nei controlli successivi.

Perdita di peso, massa grassa e mantenimento massa cellulare

Perdita di massa grassa e mantenimento massa cellulare

É il caso di una paziente al primo controllo dopo 1 mese di dieta ipocalorica senza attività sportiva. Nell’ellisse si vedono una stellina e un triangolino sovrapposti, sono rispettivamente la prima visita e la seconda visita. La paziente ha perso 4,5 kg e diversi centimetri. Dalla figura vediamo che le due visite sono sovrapposte, ovvero non c’è stata variazione di massa e struttura e ciò vuol dire che la BCM e quindi anche il comparto della massa muscolare sono rimasti invariati. Essendo coincidenti, non c’è stata nemmeno una variazione a carico dell’acqua, possiamo quindi dedurre che la perdita di peso è quasi del tutto a carico della massa grassa. Ciò vuol dire che la dieta è adatta alla paziente e le permette di perdere massa grassa risparmiando la massa muscolare.

Ricomposizione corporea

ricomposizione corporea

Questa immagine è un esempio perfetto di ricomposizione corporea. La paziente nelle due visite aveva lo stesso peso, quindi era arrivata al controllo abbastanza sconsolata. Prendendo le circonferenze e le pliche, è emerso che c’era stata una diminuzione sia di centimetri che di pliche. La quantità di acqua totale era uguale in quanto le due visite sono alla stessa altezza rispetto all’asse orizzontale del grafico. Ciò che può giustificare la variazione di centimetri e pliche, è il leggero spostamento verso sinistra della seconda visita (triangolino) rivelando maggiore massa cellulare e quindi meno massa grassa ecco perché nonostante il peso fosse uguale, vi era stata una perdita di centimetri e di pliche. Questa situazione si presenta spesso quando il soggetto è normopeso ed ha un’idratazione nella norma.

Riduzione iperidratazione e massa grassa con obesità

Qui il caso di una signora in dieta ipocalorica da 1 mese, no attività sportiva, obesità. Ha perso ben 5,6 kg con una notevole riduzione delle circonferenze. Fermandoci solo ai chili potremmo subito gioire, ma è bene farlo sempre e solo dopo la bioimpedenziometria.
A sinistra nel Biavector vediamo uno spostamento verso l’alto tra la visita 1 e la visita 2 e ciò indica una riduzione della TBW ovvero dell’acqua totale che è passata dalla fascia gialla dell’ellisse della lieve iperidratazione, tipica delle persone affette da obesità, a quella verde della normoidratazione.
Andiamo a vedere quindi come si è mantenuta la massa cellulare (BCM). La visita 2 si trova sullo stesso asse della visita 1 parallelo all’asse verticale del diagramma, ciò indica che la massa cellulare si è mantenuta e quindi anche quella muscolare.
La prima cosa che possiamo quindi dedurre è che una parte dei 5,6 kg sono costituiti da acqua, in questo caso essendoci un’ iperidratazione, è stato un bene perderli.
Andando a vedere il grafico Biagram sulla destra, possiamo vedere come è distribuita l’acqua totale. Entrambe le visite si trovano nell’area di iperidratazione con un eccesso di liquidi extracellulari, la famosa ritenzione. C’è però un miglioramento netto nella seconda visita che si sta quasi avvicinando all’area di normoidratazione.
E la massa grassa? La signora difficilmente ha perso oltre 5 kg di acqua, per esperienza posso dire che quello spostamento in alto non sono 5 kg di acqua. In questo caso si guardano anche le stime, eccole qui sotto.

Andiamo dritti alla massa grassa e vediamo una riduzione. La seconda visita (triangolino) corrisponde ad un valore percentuale inferiore di massa grassa più vicino all’area verde di riferimento.
La massa magra è di conseguenza aumentata perché è diminuita quella grassa.
L’acqua extracellulare è diminuita a conferma di ciò che avevamo visto nei due diagrammi precedenti.

Questi 3 casi sono un esempio di corretto dimagrimento. Ciò che dovrebbe avvenire con una dieta corretta e ben strutturata per il paziente e ovviamente seguita bene da quest’ultimo 😀

Variazioni della composizione corporea con dieta vs fai da tè

Ultimo caso. Paziente che oltre alla dieta fa anche un po’ di attività fisica. Primo mese di dieta (variazione 1 ➡ 2) si vede una riduzione dell’acqua totale nel grafico di sinistra (spostamento verso l’altro dall’ 1 al 2) con riduzione dell’acqua extracellulare (spostamento più verso il centro della normoidratazione del grafico di destra). Lo spostamento verso sinistra della visita 2 rispetto alla 1 mostra un miglioramento della massa cellulare dovuto all’unione di dieta + allenamento, ovviamente c’era stata anche una perdita di massa grassa.
Primo mese è andato quindi da manuale: riduzione di acqua totale e in particolare quella extracellulare, miglioramento della massa cellulare e riduzione della massa grassa.

Vediamo il secondo mese di dieta nelle visite 2 e 3.
Acqua: spostamento verso il basso quindi aumento dell’acqua totale. Guardando a destra vediamo che è nuovamente aumentato il comparto extracellulare addirittura superando la visita 1 iniziale. Lo stato di idratazione è quindi peggiorato rispetto alle visite precedenti.
Massa cellulare: la visita 3 è andata più a destra rispetto alla visita 2 ma non ancora tornata ai livelli della visita 1. Lo spostamento verso destra indica un peggioramento della massa cellulare. La massa grassa non era calata.
La paziente ha affermato di non esser stata più ligia come il primo mese, di aver fatto quindi un po’ di modifiche in autonomia al piano alimentare.
Il secondo mese può paragonarsi a una dieta fai da tè dove spesso la perdita di peso non coincide con un vero e proprio dimagrimento.

Conclusioni

Ricapitolando, la bioimpedenziometria è un ottimo strumento per valutare il corretto andamento di un dimagrimento. Non serve perdere chili a caso, serve perderli nei comparti giusti.
Diffidate dai professionisti che valutano solo il peso corporeo come obiettivo da raggiungere. Da un professionista dovete pretendere qualcosa in più rispetto a ciò che potete fare da soli a casa. I controlli periodici in un dimagrimento servono proprio a questo.
Se vi limitate solo al peso, una dieta vale l’altra, anche quella del primo giornaletto/libro del santone di turno.

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