Quando posso mangiare un gelato?

  1. Quando mangiarlo?
  2. Meglio i gusti creme o alla frutta?
  3. Gelato e diabete si può?
  4. La chiave giusta è l’equilibrio

Non so perché il gelato crei più confusione rispetto a qualsiasi altro tipo di dolce.
Infatti, mentre per altri dolci e dessert sappiamo benissimo che non possono essere mangiati di ruotine, con i gelati e i ghiaccioli è come se, siccome c’è caldo e rinfrescano, ci sentissimo autorizzati a poterne mangiare di più.

Il fatto che rinfreschino perché freddi non li rende un alimento da assumere di continuo…

Quando mangiarlo?

Se non ci sono particolari problemi di salute e siamo in dimagrimento, ciò che consiglio è di mangiare un gelato ogni tanto a merenda. La frequenza dipende tanto dal soggetto, si muove, è seduto tutto il giorno, ha pochi/tanti kg da perdere?
Una coppetta piccola 1 volta a settimana quando il dimagrimento fatica o quando l’attività fisica che si fa è veramente scarsa se non assente. 
Un soggetto sportivo potrà concederselo qualche volta in più, anzi, in questo caso, potrebbe essere anche un buon spuntino post workout.

Meglio i gusti creme o alla frutta?

Qui rimane sempre un enigma, nel senso che dipende dalla base di quelli alla frutta.
Io non sono una gelataia quindi non so quale sia la ricetta corretta.
In rete per i gusti alla frutta si trovano sia quelli a base acquosa che quelli con la base di latte e panna come le creme.

Ovviamente se la base è acquosa riscontreremo un quantitativo calorico più basso ma un alimento sbilanciato verso gli zuccheri con proteine e grassi assenti. Se invece la base è con latte e panna, gli zuccheri saranno assieme a proteine e grassi alzando le calorie, ma bilanciandoli un po’ di più.

Quindi secondo me:
– se gusto frutta a base acquosa, meglio i gusti crema che non sono proprio acqua e zucchero
– se gusto frutta a base bianca (latte + panna) meglio quelli alla frutta che non hanno il carico di altri ingredienti più calorici come il cioccolato o la frutta secca come nocciola, pistacchio, ecc.

Stiamo facendo proprio un discorso andando a “cercare il pelo nell’uovo” di ognuno, ovvio che tutto dipende dalla frequenza e che se lo mangio 1 volta al mese, non stiamo a fare conti su conti sul grammo in più o meno o quel gusto piuttosto che un altro.

Gelato e diabete si può?

Qui secondo me bisogna fare una distinzione tra chi è diabetico insulino-dipendente e chi non lo è.

Un diabetico insulino-indipendente starà attento alla frequenza in relazione a come si mantengono le sue glicemie e al fatto che debba perdere peso o meno. Se le glicemie sono buone può seguire le indicazioni del gelato a merenda non più di una volta a settimana.

Un diabetico insulino-dipendente deve fare qualche calcolo in più. Il gelato apporta sicuramente carboidrati e bisogna tenerne conto in relazione alle unità di insulina, quindi lo sposterei a fine pasto in modo da bilanciarlo con le fibre e gli altri macronutrienti.
100 g di gelato gusto crema oscillano tra i 20 g di carboidrati del gusto fiordilatte ai 27 g di un gusto cioccolato (dati IEO). 100 g di gelato alla frutta oscillano intorno ai 25 g di carboidrati e lo stesso valore vale più o meno per un ghiacciolo alla frutta (in genere sono di circa 70 g) ovvero quanto circa 40 g di pane (con la differenza che i primi sono zuccheri semplici e il pane ha carboidrati complessi) o un frutto medio di circa 150-200 g.

La chiave giusta è l’equilibrio

A merenda o a fine pasto, l’importante è sempre la frequenza e il bilanciamento con il resto della giornata in accordo al proprio stato di salute e di attività fisica.

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